Urbanistica

Alle porte di Milano

By 4 Luglio, 2019 2 Maggio, 2020 One Comment

Città di porte, Milano. Aperture nella cinta muraria romana, poi medioevale e infine spagnola. Tra principali e secondarie o succursali (le pusterle) ne contiamo oltre una trentina nel corso dei secoli, conservate, rimaneggiate, rinominate, demolite. Alcune semplici varchi, alcune fortificate, altre daziarie oppure monumentali.

Prima fra tutte Porta Romana, la porta di Sud-Est, dalla quale si dipartiva la via per Piacenza che lì si collegava alla via Emilia per Rimini, a sua volta punto di partenza della consolare Flaminia per Roma. Il manufatto, oggi al centro del piazzale Medaglie d’Oro, non è quello trionfale del IV secolo d.C. al termine della spettacolare via porticata, bensì un arco fatto erigere nel 1598 in occasione del passaggio verso la Spagna della principessa Margherita d’Austria, promessa sposa di Filippo III. È rimasto l’ingresso simbolico più rilevante della città per un paio di secoli, cioè fino alla ricostruzione settecentesca di Porta Venezia (già Orientale) e del posizionamento nella piazza d’Armi dietro il Castello Sforzesco del trionfale Arco della Pace, di epoca napoleonica. Oltre a queste, le altre tre porte maggiori tuttora materialmente esistenti sono Garibaldi (già Comasina), Nuova e Ticinese, mentre di altre cinque permane solo il toponimo.[1]

E, a dir la verità, difficilmente ci saremmo aspettati che ne comparissero ancora, per quanto su un piano ideale, in questa nostra epoca. E invece sono lì, sulla carta del nuovo PGT della Milano al 2030,[2] testimonianze plastiche dell’evoluzione del tessuto della città e della sua moderna interpretazione: corrispondono a sei grandi piazze – Loreto, Lotto, Maciachini, Corvetto, Trento e Romolo –, delle quali cinque ubicate lungo la cosiddetta circonvallazione esterna, l’asse viario definito dal Piano Beruto del 1884, mentre la sesta (Corvetto) è di poco decentrata nel quadrante sud. Tutte sono snodi di traffico e passaggio tra centro e periferie, tutte percepite dal nuovo PGT come spazi non conclusi, una sorta di limbi urbanistici privi di una definizione propria e che perciò richiedono una trasformazione capace di metterli in una migliore relazione con gli ambiti circostanti.

Il disegno proposto intende superare la loro natura di cesura delle reti pedonali e ciclabili incrementando permeabilità e percorribilità dolce attraverso la moderazione del traffico veicolare privato, la densificazione delle cortine edilizie (analogamente ai nodi di interscambio) e la creazione di spazi pubblici e aree verdi. Questo dovrebbe significare la nascita di nuove centralità, con quartieri che potenzino progressivamente le proprie caratteristiche e che, allo stesso tempo, si avvicinino uno all’altro legandosi in modo così stretto da profilare una città allargata e vivibile in ogni suo angolo, una continuità priva di spazi informi.

Per meglio centrare l’obiettivo, la Giunta milanese aveva lanciato nei mesi scorsi la Call4Ideas, rivolta a tecnici, investitori e operatori, affinchévenissero presentate senza competizioneidee e proposte di massima per il rilancio di queste aree strategiche. Per farsi un’idea dei potenziali scenari rimandiamo a quello più citato a mezzo stampa, ovvero il progetto dello studio Antonio Citterio & Patricia Viel per la risistemazione dell’area centrale di piazzale Loreto, il primo bando cui l’assessore Pierfrancesco Maran ha dichiarato di voler lavorare una volta definitivamente approvato il PGT.[3] Bandi di gara che, probabilmente, assumeranno il profilo del modello Reinventing Cities, già adottato in tempi recenti nel capoluogo lombardo.[4]

Dunque la Milano del terzo millennio avrà anch’essa i suoi nuovi ingressi, ma non semplici varchi nelle cinte di circonvallazione bensì, mediante una vera e propria rottura degli argini viari, punti di sosta e di attività al fine di rendere la trama urbana sempre più un insieme di fuochi multipli, articolati e integrati.

Federico Giuliano


[1] Per una prima ma esauriente lettura sull’argomento segnaliamo Le porte di Milano, di M.A. Crippa e F. Zanzottera, Istituto Gaetano Pini, Milano 1999.

[2] Cr. PGT, Documento di piano, Milano 2030. Relazione generale, pp. 85 ss.

[3] Cfr. https://loreto.milanotoday.it/-piazzale-loreto-progetto.html, articolo del 9 gennaio 2019.

[4] Cfr. https://www.c40reinventingcities.org/it/sites/filter-milano/

Federico Giuliano

Author Federico Giuliano

More posts by Federico Giuliano

Join the discussion One Comment

Leave a Reply

Language