ArchitetturaMilanoCostruzioniUrbanistica

Il PGT proietta Milano nel 2030

By 24 Maggio, 2019 2 Maggio, 2020 No Comments

Una città ricucita, urbanisticamente e socialmente, è l’elemento principe che emerge dal PGT recentemente approvato dal Consiglio comunale di Milano. Sulla trasformazione che nell’ultimo decennio ha inciso in profondità sull’assetto del tessuto cittadino vengono innestate nuove strategie che, nelle intenzioni, si estendono a rigenerare l’intera area metropolitana. Il nuovo orizzonte è il 2030, un arco temporale durante il quale è previsto un aumento della popolazione residente di circa 77.000 unità e un mutamento della sua composizione, con una crescita della fascia dei grandi anziani, cioè gli over 85, e in misura saliente di quella dei giovani tra i 19 e i 34 anni.

Le parole d’ordine sono connessione, inclusività, capacità di attrazione e anche, in un certo senso, orgoglio per uno sviluppo che guarda alle peculiarità di ciascun quartiere in un progetto globale di vivibilità urbana. Mediante quelli che potremmo definire rammendi urbanistici e infrastrutturali si vogliono ottenere positive ricadute in termini di socialità, ambiente, salute e cultura. In una parola, riempire i vuoti e sanare vecchie ferite della città.

Per far questo non si può prescindere dai collegamenti verso l’esterno, con rafforzamento del trasporto ferroviario regionale e ad alta velocità, allungamento di alcuni rami delle linee metropolitane fino a raggiungere cittadine contermini, riorganizzazione di 12 nodi di interscambio (Comasina, Bovisa, Stephenson, Cascina Gobba, Centrale, Garibaldi, San Donato, Rogoredo, Famagosta, Bisceglie, Lampugnano, Molino Dorino e Bonola, la più parte già porte di accesso alla Low Emission Zone o Area B) e creazione di una Circle-Line, un semi-anello Nord-Est-Sud che coinvolgerà sette scali ferroviari dismessi (Farini, Greco-Breda, Lambrate, Porta Romana, Rogoredo, Porta Genova e San Cristoforo), a loro volta oggetto di un imponente disegno di riqualificazione.Mentre l’indice di edificabilità territoriale scende a 0,70 mq/mq, proprio per favorire una sempre più contenuta dipendenza dei cittadini dalla mobilità privata e una potenziata accessibilità per i city users all’area urbana il PGT determina per le aree di questi snodi un indice che potrà arrivare a 1 mq/mq, in particolare nei casi di realizzazione di social housing o altri progetti funzionali. Stesso indice anche per la riqualificazione delle cosiddette “Piazze” (Loreto, Maciachini, Lotto, Romolo, Trento e Corvetto) sulla linea di circonvallazione 90/91 e inoltre maggiore facilità di cambio di destinazione d’uso per aree ubicate lungo la cintura urbana (Bovisa-Goccia, San Siro-Trotto, Piazza D’Armi, Ronchetto, Porto di Mare, Rubattino), oggi degradate o isolate, per le quali si aprono prospettive di importanti rigenerazioni.

“Rigenerazione” è la vera ambizione del nuovo PGT ed è un termine strettamente tecnico. Non riguarda solo gli ambiti e gli snodi urbani sopracitati, poiché individua anche estesi interventi ambientali, nell’ottica di una città che vuole sì essere connessa e globale, ma anche green e resiliente. Le scelte messe in campo sono la riduzione del consumo di suolo, nuove aree destinate a uso agricolo, connessione tra Parco Nord e Parco Sud e 20 nuovi parchi in città. Per l’area propriamente cittadina, inoltre, si è prediletta una mobilità dolce, il che significa potenziamento delle linee di mobilità pubblica, ampliamento delle aree pedonali e reti ciclabili protette e diffuse, oltre al progetto della riemersione di alcuni tratti dei Navigli.

La nuova visione per Milano passa anche dai nomi ormai codificati, 88 in tutto, dei suoi quartieri, dai più centrali a quelli periferici, segno di una volontà di rilanciare comunità coese, consapevoli dell’identità del patrimonio architettonico e umano e alle quali dovrebbe essere garantito un mix funzionale di integrazione tra residenziale e servizi alla persona, attività economiche differenziate, commercio di vicinato e presenza di spazi pubblici sicuri e godibili.

Queste le principali linee guida per la realizzazioni delle quali, mai come oggi, sarà necessario mettere in cantiere tutta l’intelligenza e la capacità di proiezione degli interpreti, siano essi locali, nazionali e internazionali.

Stefano Perani

Stefano Perani

Author Stefano Perani

More posts by Stefano Perani

Language